
La Stufa fuori casa
La Stufa può partire. Ma non porta con sé una formula da montare uguale ovunque: arriva, ascolta il luogo e prova a far emergere quello che lì esiste già e merita di essere vissuto insieme.
Ogni volta deve sembrare nata lì.
Un bar non è una cantina. Una cantina non è una riseria. Una festa di paese non è un ristorante. Ed è proprio questa la parte interessante.
Quando arrivo voglio capire chi c’è dietro quel luogo, che cosa produce, che cosa custodisce, quale storia racconta senza magari accorgersene. Da lì possiamo cucinare dal vivo, mettere un produttore al centro della serata, legare un piatto a un territorio, presentare un libro senza trasformarlo in una conferenza o costruire una tappa di Terre Narranti che esiste una volta sola.
Non arrivo con una formula da appoggiare in un angolo. Se c’è una botte, una pila da riso, un cortile, una cucina, un vecchio attrezzo o una persona che ha qualcosa da dire, voglio che siano loro a dare forma alla serata. Io porto il fuoco, la cucina e il racconto. Il luogo porta tutto il resto.
Hai già pensato: qui La Stufa starebbe bene?
Dimmi che luogo è, chi lo vive e che cosa vorresti far succedere. Se c’è una storia vera da accendere, la forma la troviamo insieme.
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